Musumeci: “Nell’Isola presto in circolo 1 mld di euro per PMI”. E’ allarme povertà

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“In Sicilia abbiamo avviato una manovra anticiclica che rimetta in circolazione, prestissimo, almeno un miliardo di euro, per ridare fiato alle piccole e medie imprese, dall’edilizia all’agricoltura, dall’artigianato alla pesca, dall’innovazione tecnologica al turismo. Una cura ricostituente per riportare in carreggiata la nostra isola e avviare una seria inclusione socio-lavorativa”.
Così, in una nota, il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci commenta il report sulla povertà diffuso dal Cevas. “I dati allarmanti resi noti – continua – confermano le nostre denunce sulla incapacità della Regione a gestire, nel passato, una serie politica degli investimenti e a perseguire un chiaro modello di sviluppo. Inoltre, al nuovo governo nazionale chiederemo una sorta di ‘Piano Marshall’ per le aree interne dell’isola, travagliate da un profondo degrado e da una desertificazione di risorse umane che, se non arrestate in tempo, potrebbero pregiudicare ogni futura possibile crescita”. 
Secondo i dati, la Sicilia è, in Europa, la regione con il più alto tasso di persone a rischio povertà: il 41,8 per cento. Nell’Isola un terzo dei giovani tra 15-24 anni (il 31,9%) non studia né lavora (Neet) e una bimba nata nell’isola nel 2016 ha una speranza di vita di due-tre anni in meno di una bambina nata altrove. L’incidenza della povertà relativa in Sicilianel 2015 è quasi cinque volte più elevata che nel nord Italia ed è di 2,5 volte maggiore della media italiana. 
“Nessun assistenzialismo, il nostro obiettivo è quello di dare lavoro ai siciliani perché il lavoro dà dignità e da qui parte il rilancio della nostra isola”. Così l’assessore regionale alla Famiglia, Politiche sociali e Lavoro Mariella Ippolito commenta all’Adnkronos i dati sulla povertà in Sicilia emersi da una ricerca sull’attuazione nell’isola del Sia (Sostegno all’inclusione attiva), la misura contro la povertà adottata in Italia nel 2016 e che, da quest’anno, lascia il posto al Rei (Reddito d’inclusione). Secondo i dati, la Sicilia è, in Europa, la regione con il più alto tasso di persone a rischio povertà: il 41,8 per cento. Nell’Isola un terzo dei giovani tra 15-24 anni (il 31,9%) non studia né lavora (Neet) e una bimba nata nell’isola nel 2016 ha una speranza di vita di due-tre anni in meno di una bambina nata altrove. L’incidenza della povertà relativa in Sicilia nel 2015 è quasi cinque volte più elevata che nel nord Italia ed è di 2,5 volte maggiore della media italiana. 
Secondo Mario Candore, dirigente generale del Dipartimento regionale della Famiglia e politiche sociali, si è già messa in moto la macchina per il Reddito d’inclusione che “prevede un’azione più inclusiva da parte della Regione e che interesserà un maggior numero di famiglie rispetto al Sia”. Cinque incontri si sono già tenuti in alcune province dell’isola con gli addetti ai lavori per spiegare la misura e renderne più facile la messa in pratica. E al Dipartimento regionale sono già a lavoro per predisporre il Piano triennale della povertà che dovrà essere consegnato entro marzo 2018.
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