Etna, colata lavica a 1900 metri, sindaci firmano ordinanze di non avvicinarsi al flusso magmatico che si trova nella zona “Rifugio Galvarina”

La colata lavica che si è originata in data 8 febbraio a quota 3000 metri da una fessura eruttiva alla base meridionale del cratere “bocca nuova”, sta scendendo lentamente con discreta alimentazione, ed è giunta a quota 1900 metri circa e tra poco potrebbe attraversare la pista alto montana.  Il Servizio Regionale Sicilia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha raccomandato agli escursionisti e ai turisti che “osservano” e “ammirano” la colata lavica di restare a non meno di 200 metri dal magma, dove si potrebbero verificare esplosioni freatiche con proiezione di blocchi e frammenti di lava incandescente che potrebbero colpire quanti si trovino in prossimità.

Gli esperti parlano del rischio di esplosioni idro-magmatiche provocate dall’interazione tra colata lavica e neve. Frammenti di lava incandescente possono raggiungere “curiosi” ed “escursionisti” con conseguenze che è facile immaginare. Di conseguenza il Sindaco di Biancavilla Antonio Bonanno, con ordinanza n.14 di oggi 15 febbraio, ha imposto il “Divieto di accesso alla quota 2000 s.l.m. e comunque non oltre una distanza minima di 500 metri dal fronte lavico o dai bordi della colata”.

Anche il sindaco di Adrano Fabio Mancuso con propria ordinanza n. 28 di oggi 15febbraio ha imposto il “Divieto di accesso alle quote sommitali del territorio comunale, ricadente nella zona del Rifugio Galvarina”, nei cui pressi è giunto il fronte lavico.

Anche il sindaco di Belpasso Carlo Caputo con una propria ordinanza ha disposto il divieto di avvicinamento al fronte lavico sull’Etna dove è in corso una attività vulcanica. Tale provvedimento prevede, oltre al divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dal fronte lavico su tutto il territorio comunale, l’obbligo per le guide abilitate (ai sensi di legge) di sospendere immediatamente le escursioni in presenza di attività vulcanica, accompagnata o meno da ricadute di cenere o scorie. ”Ho ritenuto emanare un’ordinanza urgente volta soprattutto a garantire la sicurezza pubblica in relazione all’attività eruttiva sull’Etna. Il nostro vulcano ci sta certamente regalando uno spettacolo naturale meraviglioso; purtroppo, però, questa meraviglia può creare anche situazioni critiche nel caso in cui l’uomo sottovaluti i pericoli.  Ho visto molte foto e video di persone decisamente vicine al fronte, persino sciare. Tutto molto suggestivo, eppure si possono esporre a rischi. Rischi che ci vengono spiegati dagli esperti, come per esempio quello per il quale la lava interagendo con la neve può immediatamente vaporizzarla e, con l’energia termica che si sviluppa, potrebbe lanciare brandelli o scorie in alto e con violenza” ha concluso Caputo.

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