Sanremo, Olly al terzo festival con ‘Balorda nostalgia’: “Sento la voglia di cantare e basta”

Sanremo, Olly al terzo festival con ‘Balorda nostalgia’: “Sento la voglia di cantare e basta”

Da `Polvere´ a `Balorda nostalgia´, partendo da `L’anima balla´, con cui ha ottenuto il secondo posto nell’edizione Giovani del 2022.

Federico Olivieri, in arte Olly, si prepara a calcare il palco dell’Ariston per la terza volta con un brano – `Balorda nostalgia´ – «molto personale». Con tutte le difficoltà che per Olly questo comporta: «Quando una canzone ha tanto della mi storia vera faccio fatica ad accettarla. Poi diventano i miei pezzi preferiti ma in un primo momento sono più lento a entrarci in confidenza», racconta incontrando la stampa a Roma. Il brano, svela, «ha subito tante trasformazioni, anche perché inizialmente avevo detto che non sarei andato a Sanremo. Poi sono riuscito a vestirla come volevo con i miei produttori musicali. E’ stato un `parto´ più lento del solito».

Ventiquattro anni da compiere, Olly è al terzo festival, ma sulla kermesse canora mostra di aver acquisito una certa esperienza: «La prima volta – racconta – ero molto ingenuo e in parte lo sono ancora. Questo mi ha aiutato a vivere meglio l’esperienza: coglievo ogni situazione col massimo della positività e dell’entusiasmo. Ed è anche quello che mi ha scaricato le batterie, perché io ho faticato più fuori che sopra il palco». Oggi «mi rendo conto di quanto sia diverso per me Sanremo. Ho fatto caso persino al soffitto dell’Ariston, notato cose che prima neanche guardavo». Timori? «So che vado incontro a una sovraesposizione che a tratti può far paura. Ma io penso di avere sostanza e quindi, in qualche modo, andrà bene». Tra i suoi avversari spiega di essere incuriosito dai brani di «Cristicchi, Brunori Sas, Giorgia e Bresh che secondo me è bravo oltre a essere un concittadino» genovese. Al festival, in ogni caso, «vado per cantare e confermare, forse, il percorso di quest’anno. Sento la voglia di cantare e basta», chiarisce. Non entra nel merito delle polemiche sui testi `politicamente scorretti´ di alcuni brani delle nuove leve della musica italiana, limitandosi a dire di essere «contrario alla censura per partito preso, poi quello che arriva dipende da chi recepisce il messaggio». Per la serata Cover, Olly ha scelto di cimentarsi con `Il pescatore´ di Fabrizio De Andrè, accompagnato dal musicista e compositore Goran Bregovic: due mostri in un colpo solo. «Faber – osserva – è un personaggio particolare, a Genova lo respiriamo sempre, per strada, in casa, sulle saracinesche, sui muri, nei vicoli. Musicalmente sono affezionato a tantissimi suoi dischi. Si è aperta la possibilità di fare `Il pescatore´ con Bregovic e abbiamo capito il potenziale di riarrangiarla in una chiave che fosse totalmente opposta rispetto `Balorda nostalgia´. Uscirà la voglia di fare festa e sono contento di farlo con un brano di De Andrè». I bookmakers collocano Olly tra i favoriti per la vittoria finale del festival e gli addetti ai lavori gli hanno assegnato voti alti dopo il preascolto. Ma l’artista non si scompone: «Cerco di viverla con un distacco che mi salva. Anche perché sino a quando non si canta su quel palco quella settimane, non ci si esibisce, non si ascolta tutto, i bookmakers e le classifiche lasciano il tempo che trovano. E’ bello, è giusto, è piacevole ma sono concentrato su quella settimana lì e sul resto dell’anno. La vivo serenamente anche per questo».

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