Con falsi marchi italiani e dell’Unione europea destinati a una manciata di Paesi esteri e un giro di “manovali”, tra cui anche diversi minori, assoldati e chiusi in un capannone in disuso per otto ore al giorno a lavorare.
Un traffico internazionale di tamponi rapidi per la diagnosi del Sars-Cov-2 è stato scoperto dal Comando provinciale dei carabinieri a Rignano Flaminio, piccolo Comune a quaranta chilometri da Roma, sulla Flaminia.
I tamponi, provenienti probabilmente dalla Cina attraverso la Turchia, erano destinati a quanto sembra ai Paesi Bassi, ma non solo e venivano contraffatti mediante l’apposizione di una targhetta che indicava la provenienza dall’Unione europea e dall’Italia.
Ad eseguire questo lavoro, per almeno otto ore al giorno, erano dei giovani del posto o dei dintorni. E tra loro, secondo le indagini dei militari, ci sarebbero anche diversi minori.
Si tratta di una trentina di ragazzi in tutto dei quali, a quanto si apprende, non tutti hanno compiuto il 18esimo anno d’età.