C’era una volta Adrano: esposizione sulla genesi di una terra primordiale

"Fonte Acqua: dettaglio di una delle tre miniature. Foto di Giovanni Avellino"
“Adrano. Genesi di una terra primordiale”: questo il titolo di un’esposizione permanente che porrà in vetrina quelli che furono “i primi fuochi dell’antropizzazione”, ossia, “dei, uomini e natura”. Un’immersione, quindi, in un passato di circa 5.000 anni fa. Un progetto interamente ideato e finanziato da Alessandro Montalto e Francesco Branchina che, a breve, sarà gratuitamente offerto alla collettività adranita. La mostra permanente sarà ospitata nei locali del Club Democratico, in piazza Barone Benedetto Guzzardi, di fronte alla chiesa di San Pietro. Da oltre un anno, gli ideatori – finanziatori, coadiuvati da un’equipe, hanno lavorato alla meticolosa realizzazione di ogni elemento componente l’insieme. Più moduli comporranno il tutto, ovvero:
Il plastico in scala 1:1000. Foto di Antonio Spitaleri

Un plastico di quattro metri quadrati (due per lato), in scala 1:1.000 (vedi foto) e interattivo elettronicamente mediante una pulsantiera temporizzata che illumina a scelta, di luce bianca a led, ben otto siti d’importanza tanto archeologica quanto naturalistica (il tempio, le cascate, le mura, un’ara, l’acropoli, le porte urbiche, il bosco sacro e altro ancora);

Tre miniature modellistiche, in diversa scala, poste su piattaforme rotanti che, ben allineate, compongono un trittico a sua volta rivelante un probabile percorso sacro-iniziatico: le fonti d’acqua “chiara” e “scura” (vedi foto), l’ara degli dei Palici e gli scranni delle muse.
Ogni area – cardine del plastico e il percorso sacro – iniziatico nonché altri dettagli saranno spiegati e dispiegati su appositi pannelli espositivi testuali, sia in lingua italiana che inglese, illustrati e contenenti delle fotografie scattate sui veri luoghi che hanno ispirato il progetto nella sua interezza.
Ultimo elemento costituente sarà una macrostampa, anch’essa rigorosamente in scala e su un sol piano, curata dall’ingegnere Andrea Di Primo che illustrerà, con opportuni richiami, l’odierna composizione urbanistica della città di Adrano allo scopo di poter comprendere agevolmente l’evoluzione geografica.
Ricostruire e riprodurre, attraverso ogni modellino, il territorio adranita così come poteva sorgere e presentarsi fino a 4.000 anni fa, non ha comportato quella che potrebbe esser erroneamente intesa come una fantasiosa applicazione bensì è stato possibile grazie allo studio scrupoloso delle fonti storiche, alla rivisitazione e all’interpretazione della descrizione plutarchea del tempio del dio Adrano e dell’ara degli dei Palici riportata da Virgilio; all’analisi delle tracce e scie geologiche che denotano il passaggio dei corsi d’acqua e il valico di cascate fluviali, estintisi, mediante l’osservazione dei depositi calcarei, ossia, microsedimenti in soluzione disciolti nelle acque fluenti. Laddove le fonti storiche siano e siano state assenti o lacunose è stata assai utile e fruttuosa la comparazione con la storia e l’evoluzione di popoli coevi e affini. Non si tratta, dunque, di un voler fare e proporre un modellismo statico, sì d’ingegno magari, ma pregno d’immaginazione e per soli appassionati. Al contrario, di un lavoro avente non solo una rigorosa impronta, ma, anche e soprattutto, un’impostazione scientifica nonché rivolto proprio a tutti”.
Quanto qui concisamente mostrato è soltanto il principio di un programma ancor più esteso. Infatti, dall’autunno a seguire, quando l’esposizione accoglierà le scuole adranite, sarà attivo e interattivo uno specifico sito Internet, sarà presentato un cortometraggio documentaristico con doppia voce narrante, maschile e femminile nonché sottotitolato in lingua inglese e si darà il via alla stesura di due testi di cui uno rivolto, particolarmente, ai piccoli concittadini adraniti che saranno così accompagnati, attraverso dei personaggi fumettistici e delle narrazioni, nello svolgersi delle giornate di un tempo che fu.
Il plastico in scala 1:1000. Foto di Antonio Spitaleri
L’idea progettuale in sé ha gradevolmente interessato e appassionato, come detto, più figure. Quasi tutte adranite:
Giovanni Avellino, eccellente modellista, dotato di una peculiare accuratezza nella creazione delle riproduzioni in scala che ha realizzato il plastico e le miniature con la supervisione tecnica di Alessandro Montalto e Francesco Branchina;
Antonio Spitaleri che ha scattato e stilizzato, particolareggiandole, delle superbe foto; Luca Bottazzi, creativo montatore audio e video che realizzerà il cortometraggio documentaristico, anche sulla base di alcune riprese a firma del fotografo Ignazio Gull;. Domenico Cuttone che ha creato i personaggi fumettistici in merito alla pubblicazione da destinarsi ai più piccoli con un’impronta particolarmente autentica; Eleonora Castro che ha minuziosamente tradotto in inglese ogni testo. Mara Liotta che con uno stile ben condensato, incisivo e nitido, ha curato l’aspetto grafico. Adraniti e non, insomma, che hanno offerto le loro maestrie e competenze per rievocare un’Adrano avviluppata dalla polvere del tempo.
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