Adrano, l’ex sindaco Mancuso condannato ad un anno per “millantato credito”

ADRANO. Con l’accusa di millantato credito, la terza sezione penale del Tribunale di Catania ha condannato ad un anno di reclusione (pena sospesa) l’ex sindaco di Adrano ed ex deputato regionale Fabio Mancuso. Stessa pena per l’ex assessore comunale Agatino Scardina.
Assieme a loro sono stati condannati Daniele Di Cavolo (2 anni e 4 mesi), a due anni Veronica Botoni, Nunziatina Di Cavolo, Carlo Di Cavolo e Giovanni Di Cavolo. Il dispositivo della sentenza porta la data del 9 marzo scorso, entro 90 giorno il deposito della motivazione.
Mancuso era difeso dall’avv. Francesco Messina. Nell’ambito dello stesso procedimento Mancuso è stato assolto dall’accusa di voto di scambio insieme con Agatino Scardina, Daniele Di Cavolo, Roberto Landro, Antonino Motta, Salvatore Zuriago, Giuseppe Greco e Arturo Greco.

I fatti per i quali Mancuso è stato condannato si riferiscono al 2010 quando, politicamente parlando, Giuseppe Castiglione era presidente della Provincia regionale di Catania. L’inchiesta ha preso le mosse da una denuncia presentata dall’architetto catanese Rosario Laudani al quale, secondo l’accusa, Mancuso aveva promesso un “posto” da assessore nella giunta provinciale di Castiglione.
Le indagini sul primo troncone del procedimento, quello sul voto di scambio per il quale Mancuso è stato assolto, erano partite a seguito di una intercettazione sulle utenze dell’imprenditore Di Cavolo con il quale Agatino Scardina intratteneva rapporti di lavoro.
L’ex deputato regionale era accusato di avere fatto il procacciatore di voti, scambiando posti di lavoro, in favore dell’allora sindaco di Bronte, Pino Firrarello.
“E’ una condanna surreale – commenta l’ex sindaco Mancuso –, giuridicamente non supportata in quanto io avrei millantato di intervenire sull’ex presidente della Provincia, Castiglione, per la nomina di un assessore provinciale. Cosa inesistente perché io non ho mai detto a questa persona che avrebbe fatto l’assessore.
Il reato va in prescrizione a fine mese. Sto valutando, assieme al mio avvocato, la possibilità di rinunciare alla prescrizione proprio perché voglio sia fatta chiarezza quando presenterò appello”.
Mancuso e Scardina sono stati condannati anche ad una multa di 350 euro e al risarcimento del danno subito dall’arch. Rosario Laudani, costituitosi parte civile. La notizia della condanna di Mancuso arriva a pochi mesi dall’apertura della campagna elettorale per le comunali. Che peso avrà questa sentenza?
“Non sono candidato – osserva Mancuso -, non sono nell’agone politico. Non saprei, ognuno può utilizzarla come ritiene”.

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