Bruciare le parole non ha prezzo, per il resto…

La parola bruciata è quella che, ripetuta all’infinito, diventa prima piacevole tormentone poi trita tiritera, infine insopportabile frase fatta. Prendi una delle espressioni più abusate degli ultimi anni, quella che fa riferimento alla pubblicità di una carta di credito secondo la quale fare una cosa piacevole “…non ha prezzo, per il resto c’è Mastercard”. Da quando è andata in onda niente è stato come prima. Un fiorire di “non ha prezzo” si è impossessato dei nostri piaceri quotidiani. Ci venisse in mente un modo alternativo di esprimere il nostro stupore ! No, quell’estasi che godiamo e della quale vogliamo far partecipi gli altri – di solito tramite la lavagnetta di Facebook – ha sempre la stessa cornice del ‘priceless’ (almeno provo io a dirlo in maniera diversa).
Anni fa, perfino nelle intercettazioni dell’inchiesta su “Mignottopoli”, valenti ‘utilizzatori finali’ si sono espressi in maniera entusiastica sulle doti di questa o quella intrattenitrice: “Guarda, andare con quella escort non ha prezzo”. E invece non solo il prezzo ce l’aveva ma non gradiva nemmeno la carta di credito.

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