Adrano, Mancuso al Corriere Etneo: “Il sindaco Ferrante è indagato per falso in atto pubblico e abuso d’ufficio”

“Il sindaco di Adrano Pippo Ferrante è indagato per falso in atto pubblico e abuso d’ufficio”: a rivelarlo è l’ex sindaco Fabio Mancuso che in una dichiarazione al Corriere Etneo anticipa quanto sta per dichiarare in una intervista televisiva. Il primo cittadino adranita ha già ricevuto dalla Procura della Repubblica l’atto di chiusura delle indagini con l’indicazione che il suo nome è stato iscritto nel registro degli indagati. Assieme a Ferrante sarebbero indagati anche  due funzionari del Comune di Adrano.
Nella foto Fabio Mancuso

I fatti fanno riferimento ad un esposto presentato nel 2015 dallo stesso Mancuso e riguardano la formazione dei bilanci e dei conti consuntivi “adattati”, secondo l’accusa, con il preciso obiettivo di evitare la dichiarazione di dissesto. Nell’esposto si fa rilevare “…la falsità della prima stesura del bilancio preventivo 2014 (novembre 2014) in quanto la Giunta persisteva nell’occultare una somma pari a euro 1.200.000,00 dovuta per contratto all’Enel Sole. Mentre nella seconda stesura del bilancio preventivo 2014 (dicembre 2014), dopo la denuncia pubblica, la Giunta (per la prima volta dopo anni) rettificava la prima proposta e inseriva tutte le somme previste per contratto con l’Enel Sole ma chiudeva il bilancio utilizzando un avanzo di amministrazione (consuntivo 2013) di euro 272.614,14. 

“Tale voce attiva – denuncia l’esposto – a sua  volta risulterebbe totalmente inesistente poiché essendo i bilanci di previsione 2012-2013 e i consuntivi 2012-2013 artatamente falsati dalla omessa imputazione di spesa obbligatoria nei confronti di Enel Sole per circa euro 1.200.000,00 per ogni  anno, è  logica conseguenza corrispondente al vero che non può esistere alcun avanzo di amministrazione per codesto ente”.  
La condotta anomala del sindaco e delle giunte da lui presiedute è riferita ai bilanci che vanno dal 2012 fino al 2014.
“Le omissioni – secondo la denuncia di Mancuso – nell’iscrizione di spese già prevedibili (e comunque già censite), nonché omissioni  nell’iscrizione di debiti cosiddetti fuori bilancio assunti e palesatisi nel corso dei precedenti eserciziconsentiva all’Ente locale di prevedere e programmare spese altrimenti insostenibili”.
OBIETTIVO: EVITARE LA DICHIARAZIONE DI DISSESTO
L’opera di dissimulazione – spiega l’esposto– era finalizzata a celare “la sussistenza dei presupposti patrimoniali che avrebbero reso obbligatoria la dichiarazione di dissesto dell’Ente locale da parte del Consiglio comunale”. Con ciò arrecando un danno allo stesso Comune di Adrano, ai creditori, allo Stato italiano e ai cittadini di Adrano: “la cittadinanza finisce col subire la prospettazione di una protrazione della elevata imposizione fiscale per un tempo che l’adempimento puntuale degli obblighi di legge avrebbe reso senz’altro meno esteso”.
Il Corriere Etneo ha tentato senza successo di mettersi in contatto con il sindaco Ferrante per commentare la notizia e per avere la sua versione dei fatti: ci è stato impossibile rintracciarlo.
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