Nursind, domani scioperano gli infermieri: sit-in in città siciliane, manifestazione a Roma

Domani sciopero nazionale infermieri, sit-in in piazza da Trapani a Caltanissetta. Trecento adesioni a Caltanissetta, 200 a Messina solo al policlinico, oltre cento manifestanti attesi in piazza a Trapani. “È boom di adesioni in ogni provincia allo sciopero nazionale degli infermieri che si terrà domani con una manifestazione a Roma in piazza Santi Apostoli”, si legge in una nota di Nursind Sicilia, il sindacato autonomo di categoria, che “sarà presente in massa, una nutrita rappresentanza partirà da Palermo, e ha organizzato alcune iniziative locali nell’Isola dove lavorano 20 mila infermieri”. A Trapani si terrà un sit-in davanti alla sede della prefettura al quale parteciperanno operatori sanitari e cittadini e sarà presente il coordinatore regionale del Nursind, Francesco Frittitta. Meteo permettendo, presidi in strada anche a Mussomeli, Gela e Caltanissetta. “In alcuni casi si teme il blocco delle sale operatorie e lo slittamento delle visite mediche programmate. Il sindacato a livello territoriale lamenta il mancato contingentamento del personale, procedura che va rispettata per tempo per garantire la sostituzione del personale che sciopera. Le adesioni sono già numerose, si legge in una nota. Frittitta spiega che tra le motivazioni dello sciopero non ci sono solo quelle legate alla parte economiche dopo quasi dieci anni di blocco. La parte che preoccupa è soprattutto quella normativa: ”La bozza – dice – prevede la deroga all’attuale legge sull’orario del lavoro. In sintesi si chiederà agli operatori sanitari di non effettuare le 11 ore di pausa tra un servizio all’altro determinando di fatto un affaticamento delle personale con conseguente aumento dei rischi legati all’assistenza. Si chiederà agli operatori di superare le 48 ore di servizio settimanale determinando periodi di lavoro anche di 24 ore. Noi in qualità di professionisti vorremmo che questa parte normativa venisse completamente cancellata dalla contrattazione poiché denigratoria dei lavoratori e pericolosa per la sicurezza dei pazienti. Voi mi fareste curare da uno sanitario che ha più di 24 ore di servizio?”.

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