Consumatori, sentenza d’appello: “Rate non dovute se il bene non è stato consegnato”

Una camera da letto firmata Aiazzone mai arrivata, le rate della finanziaria da pagare nonostante la mancata consegna. Il garbuglio, nel quale è rimasto intrappolato un consumatore catanese, è stato risolto dalla Corte d’Appello di Catania che si è pronunciata sulla denuncia presentata dalla Confconsumatori. Secondo il principio “stanno e cadono insieme”, riferito all’azienda e alla società finanziaria, i giudici di secondo grado hanno dato ragione al consumatore.
Il contratto di vendita e quello di finanziamento sono, in pratica, da considerarsi intrinsecamente collegati e danno luogo ad un unico rapporto. Se il venditore e il finanziatore vanno “a braccetto” quando vengono proposti allettanti acquisti in comode rate, essi devono sopportare insieme anche le conseguenze quando qualcosa va storto.
Il principio – si legge in una nota della Confconsumatori – trova un’autorevole conferma nella Corte di Cassazione che ritiene “indubbia l’interdipendenza tra il predetto contratto e quello di compravendita […] non può che costituire la causa dell’intera operazione, tanto vero che Aiazzone S.p.A. è direttamente intervenuta nella stesura del contratto …”.
La vicenda risale al 2002, anno in cui un consumatore aveva stipulato un contratto con una finanziaria per l’acquisto di una camera da letto da donare alla figlia che stava per sposarsi. Costo complessivo: 4500 euro. I mobili, come dicevamo, non erano però mai stati consegnati.
La finanziaria, che nel frattempo aveva già versato l’intera somma al venditore, ha ripetutamente fatto richiesta all’acquirente dei mobili di pagare le rate sottoscritte. Vale la pena ricordare che l’azienda Aiazzone aveva chiuso tutti gli stabilimenti in Italia e aveva trasferito la propria sede in Israele.
In primo grado il Tribunale di Catania aveva dato parzialmente ragione al consumatore, condannando la inadempiente Aiazzone a restituire il prezzo, ma ritenendo comunque l’acquirente vincolato nei confronti della finanziaria, cui dovevano pure pagarsi le spese processuali.
“Si vanno consolidando, mediante il riconoscimento di importanti pronunce come quella della Corte di Appello di Catania, le tutele in favore dei consumatori, in una materia cioè giuridicamente di recente formazione – dichiarano l’avv. Maurizio Mariani, che ha difeso il consumatore catanese, e l’avv. Carmelo Calì, presidente di Confconsumatori Sicilia –. Questi importanti precedenti sono di conforto e di enorme soddisfazione perché mettono dei punti fermi e fanno ben sperare per il futuro”.
 
L’applicazione dei suddetti principi, oltre al profilo economico, tutela il consumatore per quanto riguarda l’iscrizione negli elenchi dei cattivi pagatori o nei confronti dei famigerati “recupero crediti”.
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