Torna in tv, su 7 Gold, Sandro Vergato, Fregoli catanese: e presto sarà “Tutto esaurito”

E’ tornato in televisione, e presto anche a teatro, il “Fregoli” di Catania, l’uomo dai mille volti: Sandro Vergato. Autore e attore comico, Vergato è il protagonista assoluto di una striscia quotidiana in onda tutti i giorni – da lunedì a sabato – alle 13.30 su 7 Gold, canale televisivo nazionale (can. 17 del digitale terrestre). Nei panni di Camay – l’uomo che non fa ridere mai –Vergato fa delle incursioni irresistibili all’interno di Meraviglioso, il programma di Salvo La Rosa in onda sulla stessa emittente televisiva. Ad aprile bisserà il ritorno anche a teatro con una girandola di nuovi personaggi. Il Corriere Etneo lo ha intervistato.
Bentornato, Sandro. Da quanto tempo mancavi in televisione?
In televisione in questi anni ci sono sempre stato, ospite di Meraviglioso. Se intendi come striscia quotidiana, mancavo dal 2014.
A cosa si deve questo ritorno?
L’operazione 7Gold è nata dalla volontà di riprendere un dialogo interrotto. In tanti mi chiedevano di tornare. L’ho fatto con piacere perché questo è il mio lavoro. Di bello c’è che 7 Gold è un progetto televisivo nazionale.
Chi sono i personaggi che proponi?
Sono i classici, una dozzina: la ‘zza Mara ‘a curtigghiara, L’Amico Fritz, leader del partito PMP (Partito mezza parola), Pippo Colera, l’esperto di calcio, Don Nadimazze, prete border line.
C’è poi il prof. Brigante, il Conte Servelloni Vien dal Mare (chiara citazione a Fantozzi-Villaggio ndr), imbonitore televisivo.
Succede che qualche personaggio vada in pensione?
Qualche volta sì. E’ il caso della ‘zza Cosa, la paninara favolosa, chiara parodia della ‘zza Rosa. E’ un personaggio legato al mondo della panineria, un fenomeno troppo locale. Adesso voglio fare solo personaggi maschili. Fare i personaggi femminili mi pare un ritorno al passato. Non mi piace l’umorismo dell’uomo vestito da donna.
Dove trovi i nuovi personaggi da proporre. Sei anche tu come Carlo Verdone che va per uffici postali?
In realtà non ho mai inventato alcun personaggio, semmai l’ho solo ridipinto e portato sulla scena. I miei luoghi preferiti sono i luoghi popolari, ma non disdegno nemmeno certi ambienti radical chic: club services e cattedre universitarie. Lì si creano situazioni paradossali, aggravati dal fattore cultura. Mentre i luoghi popolari, infatti, hanno l’alibi della non cultura, questi ultimi sono bizzarri e paradossali dove svetta l’essere tronfio che io condanno attraverso l’umorismo. Nutro, invece, grande rispetto per i personaggi popolari.
So che stai lavorando ad un nuovo spettacolo dove tenterai un’operazione estrema alla Fregoli: impersonare, uno dopo l’altro, ben 12 personaggi. Ha già un nome?
Si chiamerà Tutto Esaurito. Il titolo lo si deve a tre motivi fondamentali: il primo è il nomignolo che mi hanno spesso affibbiato; poi perché fa riferimento all’esaurimento di tutti i valori e infine l’auspicio che lo spettacolo ovunque vada possa far registrare il ‘tutto esaurito’. Debutto ad aprile a Catania al Teatro Fellini, un teatro che mi ha sempre portato fortuna.
Farò dei personaggi con monologhi ‘fast time’, molto veloci. E’ la nuova frontiera dal punto di vista umoristico.
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