Savarino (#DiventeràBellissima) critica sulle candidature: “Vogliono disintegrare il movimento”

“La definizione delle candidature per le politiche ha lasciato un malumore diffuso, anche in chi, come la sottoscritta, ha sempre dichiarato pubblicamente di non avere alcuna ambizione personale. In un movimento giovane come il nostro c’erano tanti territori in cerca di rappresentanza e diversi dirigenti in gamba da valorizzare”. Così Giusy Savarino, deputata all’Ars di Diventerà bellissima, Presidente della IV commissione. “Non mi sento personalmente vincolata da un accordo al ribasso sulle candidature, non passato in direzione né autorizzato dagli organi preposti, come voleva il Presidente Musumeci – dice – Spero che questo non sia il segnale silente della volontà di qualcuno di disintegrare il movimento a favore di qualche forza politica nazionale. Io ci ho messo anima e corpo in diventerà bellissima, non accetto questi metodi striscianti da prima repubblica, e non me ne starò in silenzio”. Continua la Presidente: “Chiedo una convocazione urgente della direzione del movimento che chiarisca la linea politica, al momento l’unico documento approvato all’unanimità dall’assemblea regionale, è la mozione firmata dalla ex cabina di regia, Aricò, Razza e Savarino, che espressamente recitava: Non dobbiamo perdere il valore della diversità di storie e culture che ci hanno uniti e ci uniscono ancora, la peculiarità di un movimento inclusivo che attrae molti delusi dei partiti tradizionali. Queste caratteristiche distintive non possono disperdersi in un rapporto organico coi partiti nazionali, ma devono essere valorizzati, nei tempi e nei modi che gli organismi statutari valuteranno più idonei affinché il nostro movimento abbia rappresentanza e peso anche al parlamento nazionale, assicurando autonomia politica ai nostri eletti e priorità assoluta alle esigenze della Sicilia nell’agenda politica nazionale”. “Servirà avere una voce forte e autorevole che difenda l’azione del governo Musumeci, e sostenga le legittime aspirazioni dei tanti uomini e donne del movimento che si sono spesi perché l’obiettivo del 5 novembre venisse raggiunto”, conclude. “Il risultato ottenuto non va in questa direzione, noi abbiamo creato un movimento diverso dagli altri, non possiamo e non vogliamo omologarci ora”. 

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