Agricoltura, truffa di 10 mln all’Agea sui fondi europei: 45 misure cautelari tra Enna e Catania

Un sistema affaristico-criminale di illecita acquisizione di contributi comunitari per l’agricoltura, con un danno quantificato in almeno 10 milioni di euro. Vasta operazione condotta dai comandi provinciali dei carabinieri e della Guardia di finanza di Enna, coordinati dalla Procura della Repubblica ennese, che hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, personali e reali, con contestuale sequestro preventivo a carico di complessive 45 persone. Sono ritenute a vario titolo responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, autoriciclaggio e falso commesso dal pubblico ufficiale e da privato. I provvedimenti hanno riguardato, specifica una nota della Procura di Enna, della Gdf e dell’Arma, 27 persone, cui è stata notificata sia la misura cautelare personale (di cui 9 collocati agli arresti domiciliari, in ragione della specifica contestazione dell’associazione per delinquere, e 18 fatti oggetto dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), sia il sequestro preventivo; 18 persone, indagate in stato di libertà ed interessate dal solo sequestro preventivo. L’operazione, alla quale hanno preso parte piu’ di 150 militari, tra finanzieri, carabinieri e carabinieri forestali, deriva da un’attività investigativa convenzionalmente denominata “Maglie larghe”, avviata nel 2015 e protrattasi fino alla metà del 2017. Emerso un collaudato sistema affaristico-criminale di illecita acquisizione di contributi comunitari, veicolati attraverso l’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura), da parte di un elevato numero di soggetti che, dichiarando falsamente la gestione di numerosissimi terreni (principalmente in Sicilia, ma anche in diverse altre regioni, per un totale di oltre 25.000 particelle catastali esaminate sull’intero territorio nazionale), in qualità di proprietari o affittuari, hanno indebitamente percepito, dal 2005 ad oggi, ingentissimi contributi comunitari per importi che superano i 10 milioni di euro.
Agli arresti domiciliari, con sequestro per equivalente, Antonio Cammarata, 34 anni, di Capizzi; Fulvio Valentino Pergola, 49 anni, Carmelo Amoruso, 48 anni, di Nicosia, ex vice sindaco del centro ennese; Antonino Iraci Sareri, 44 anni, di Catania; Giuseppe Alessandro Militello, 45 anni, di Troina; Salvatore Fascetto, 33 anni, nato in Germania; Tommaso Fascetto, 79 anni, di Capizzi; Mario Antonino Iraci Sareri, 57 anni, di Capizzi; e Giuseppe Zuccarà.
Complici “determinanti” di questo sistema molti operatori e responsabili dei Centri assistenza agricola, i quali, anziché svolgere le proprie funzioni di consulenza e controllo, all’atto della presentazione delle domande tese ad ottenere l’elargizione di fondi comunitari – molte delle quali avanzate da soggetti fisici e giuridici mediante l’uso di false dichiarazioni sostitutive e di altri atti falsi – erano piuttosto parte integrante del sistema di frode. Inoltre, allo scopo di eludere possibili indagini e accertamenti, tali domande venivano spesso formalizzate da soggetti, principalmente donne, con requisiti tali da evitare di destare l’attenzione degli inquirenti (quali un’età inferiore ai 40 anni, in molti casi un’elevata scolarizzazione e importi inferiori ai 150 mila euro, cifra oltre la quale la normativa antimafia prevede specifici accertamenti). Alle misure cautelari personali, eseguite dall’Arma, si affiancano complessive 45 misure reali di sequestro preventivo, funzionali alla futura adozione della confisca “per equivalente”, eseguite dalla Guardia di Finanza e disposte nei confronti di altrettanti soggetti, tra cui i 27 destinatari del provvedimento cautelare personale, per un importo complessivo di circa 8 milioni di euro, cui vanno aggiunti oltre 2 milioni di euro sequestrati a più riprese dall’Arma e dalle fiamme gialle nel periodo oggetto dell’indagine.
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